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Storia

DONNIGALA (d’Arborea) [Donigala Fenughedu], villaggio della Sardegna, nel distretto e mandamento di Cabras della provincia di Busachi, e prefettura di Oristano, posto in sull’angolo che fa la linea stradale ritirandosi dalle terre littorali per rientrare nelle regioni mediterranee, e in sull’altro che fa quasi nello stesso punto il nuovo stradone di più di 3 miglia alla Torre-grande. La sua situazione geografica fu riconosciuta a 39°, 56' di latitudine 0°, 24' 40" di longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari.

Sorge sopra una perfetta pianura, ed in sito assai umido, dove nelle stagioni piovose è tanto fango, che non si può andare nè dentro nè fuori della villa se non difficilmente. La nebbia vi domina spesso con danno della salute e con grave offesa a’ seminati, alle frutta ed agli ulivi quando sono in fioritura, sul rimanente vedi quanto si è scritto nell’articolo Busachi provincia intorno al clima della parte occidentale e bassa della provincia.

Popolazione. Si numerano circa 60 case, ma non vi sono (anno 1836) più che 50 famiglie che sommano a 241 anime. Ordinariamente si hanno 12 nascite, 8 morti, e 3 matrimonii. Si patiscono dolori di punta, reumi, asme, coliche, febbri intermittenti e putride. Il grand’antidoto popolare contro l’intemperie è la vernaccia, la quale serve pure a non essere inquietati nel sonno dalle grosse zanzare che infestano a nembi le case. Il cemitero è attiguo alla chiesa parrocchiale.

Non v’ha altra professione che l’agricoltura. In tutte le case, salvo le più povere, si ha il telajo per panni lani e lini e per coltri.

La istruzione primaria è già mancata, il paroco non avendo voluto continuarla perchè non ottenea salario.

Il contingente delle milizie è di 23 uomini, sette de quali formano ogni anno la compagnia barracellare, dalla quale sarebbero garantite le proprietà.

Chiese. La parrocchiale è dedicata a s. Antonio vescovo, e governasi da un solo prete, che si qualifica rettore, e ubbidisce all’arcivescovo d’Oristano. Sono-vi due chiese campestri, una sotto l’invocazione della Vergine intitolata del Rimedio, che trovasi a 8 minuti dal villaggio, l’altra appellata da s. Petronilla e distante soli 5 minuti. Per la festa del titolare e di s. Petronilla corresi il palio.

Nel territorio di Donnigala non sono più di 800 star. di terra coltivabile, lodata per grandissima fertilità.

Si seminano star. di grano 250, d’orzo 30, di fave 40, di ceci 10, onde resta inerte più della metà della terra per li mali sistemi agrarii, e più per la inerzia degli abitatori. Da quello che si semina di lino si può raccogliere circa 150 cantara. Non si esercita alcuna cultura di orti, e non hanno i donnigalesi voluto imitare gli altri uomini d’Arborea nella coltivazione del granone. La vigna è ubertosa, e hannosi buoni vini e in copia, dei quali la quinta parte si brucia per acquavite.

Le piante fruttifere, se si comprendono i predii di Fenughèda sono in numero di duecentomila nelle seguenti specie, fichi, meli, peri, susini, albicocchi, melogranati, cotogni, gelsi neri, pini, mandorli, aranci, limoni e ulivi. Questa ultima specie è la parte maggiore di quel totale, e si può dire che tra grandi e piccoli sieno sopra i cinquantamila. Le grandi tenute che sono in questo territorio, e in quello di Fenughèda, appartengono agli oristanesi, onde in Oristano si trasportano i frutti. I chiusi occuperanno non più che la decima parte del territorio. Vi si semina e tiene a pascolo il bestiame.

Bestiame. Questo consiste in buoi 90, vacche 20, pecore 300, cavalli 50, porci altrettanti, e 40 asinelli per le macine.

Trovasi grandissimo numero di conigli e lepri, e sono molte specie di uccelli.

Mancando le sorgenti e i ruscelli bevesi dai pozzi. Dalle alluvioni sono due paludi, una detta Nurèchi di circa 50 star. d’area che in parte si asciuga nell’estate, e offre pastura al bestiame, l’altra Santèsu, dove frequentano gli uccelli acquatici.